In preadolescenza arriva quel momento in cui i genitori si chiedono dove sia finito il loro bambino affettuoso e cosa gli sia successo.
All’improvviso, quel ragazzino ha cominciato ad infuriarsi con loro per ogni cosa, dichiarando di non sentirsi mai capito.
Tutto questo fa parte di un momento importante per il preadolescente, che comprende innumerevoli trasformazioni per lui.
In questo periodo, infatti, avvengono tanti cambiamenti a livello fisico, spesso <<disarmonici>> , quindi non facilmente accettabili.
Negli amici, il preadolescente trova un contesto esterno fondamentale, che gli permette gradualmente di scoprire aspetti di sé (cosa mi piace? Con chi mi trovo bene? Quali sono i miei interessi?).
E con i genitori?
I ragazzi, durante questa fase evolutiva, sperimentano la cosiddetta <<Disillusione>> nei confronti delle figure adulte genitoriali e non (per es.adulti esterni: insegnanti, istruttori sport, ecc.).
Il preadolescente, per la prima volta, si accorge di come i genitori non siano onnipotenti e siano invece imperfetti, come la realtà circostante. Il ragazzo reagisce quindi, spesso, attaccando il genitore, sfidandolo, talvolta arrabbiandosi molto.
Questo suo movimento ha come obiettivo quello di SEPARARSI gradualmente dalle figure genitoriali, METTERE alla prova le proprie capacità personali ed, infine, RENDERSI AUTONOMI.

Questo cambiamento destabilizza, dall’altra parte, anche i genitori, generando una sorta di loro <<disillusione>> nei confronti del figlio, così altalenante negli atteggiamenti rispetto agli anni precedenti. Si tratta di un momento fondamentale per il preadolescente, che riconosce la realtà per quella che è e diventa sempre più autonomo, non dimenticando l’importanza delle figure genitoriali.
Anzi!
E’ proprio in questo momento che lui avrà più BISOGNO di loro.
In particolare, della presenza dei genitori, della loro coerenza (nelle regole, nei No, nelle piccole cose) e di una loro risposta ferma e decisa nei momenti di rabbia.
E’importante che, nonostante la rabbia, alcuni NO vengano fissati e mantenuti. Questo trasmette al ragazzo l’importanza di alcune regole e la costanza dei propri genitori: lui cerca punti fermi, decisi, che gli diano limiti e sicurezza.
Quando il figlio lo sfida, il genitore potrebbe sentire il desiderio di rispondere con aggressività. In quel caso, consiglierei invece di ribattere con decisione e fermezza, senza rabbia in eccesso, mostrando un ESEMPIO di modalità comunicativa differente, ma autoritaria, al ragazzo.
Infine, sottolineerei loro l’importanza di supportare il preadolescente in questo momento di transizione, comprendendone le difficoltà e affiancandolo nei momenti difficili.
Qualora abbiate domande o curiosità su questo tema, non esitate a contattarmi!
Dott.ssa Debora Govoni: deboragovoni2@gmail.com cell.348/9934783